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HomeMagazineArticoli dai quotidiani11 marzo 2020 Palazzo Chigi

 

 

Coronavirus: Conte, stanziati 25 miliardi. Non c'è nessuna chiusura verso misure più restrittive

I contagiati in Italia sforano quota 10mila e dalle Regioni del nord arriva un appello per misure ancora più drastiche di chiusura. A Codogno zero contagi, è la prima volta

 
Redazione ANSA  
 

"Abbiamo stanziato una somma straordinaria 25 miliardi da non utilizzare subito ma sicuramente da poter utilizzare per far fronte a tutte le difficoltà di quest'emergenza". Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa al termine del Cdm. "Sono lieti del clima che si sta definendo a livello europeo", aggiunge. Il premier, riguardo alla ulteriore stretta che la Lombardia ha fatto sapere di voler chiedere al governo Conte ha evidenziato: "Siamo in attesa delle richieste.  Non c'è nessuna chiusura verso misure più restrittive".

 

"Ieri con il Consiglio europeo era anche in collegamento Lagarde: grandi riconoscimenti e aperture sul fatto che è necessaria maggiore liquidità e tutti gli strumenti per far fronte a questa emergenza", ha detto Conte.

Il decreto sulle misure economiche per l' emergenza coronavirus sarà varato "venerdì" e sarà da "12 miliardi", ha fatto sapere il ministro Gualtieri.

In mattinata intanto sono arrivati controlli più stretti al Brennero, come annunciato ieri dal cancellieri austriaco Sebastian Kurz. I controlli sanitari, ieri ancora a campione, diventano serrati. Potranno lasciare l'Italia solo automobilisti in possesso di un certificato medico che poi dovranno stare in auto-isolamento per due settimane. I tir potranno, per il momento, invece transitare dopo la misurazione della temperatura corporea del camionista. Il confine con l'Italia resta aperto al traffico merci e ai frontalieri. Camionisti e lavoratori saranno sottoposti al termoscan. Lo prevedono i decreti, firmati la scorsa notte a Vienna, come apprende l'ANSA.

Dalla Cina sarà inviato in Italia un team di cinque medici esperti cinesi con un membro della Croce rossa di Pechino e uno specialista del Chinese Center for Disease Control and Prevention: porteranno "le loro competenze" e forniture per aiutare l'Italia contro l'epidemia del coronavirus, riferisce la Cgtn, la tv in lingua inglese della statale Cctv. Ieri, nella telefonata con il collega Luigi Di Maio, il ministro degli Esteri Wang Yi ha detto che "se la parte italiana lo chiede, la Cina è pronta a mandare personale medico per aiutare l'Italia", secondo i media cinesi.

LA SITUAZIONE ALL'ESTERO

Ieri la positività di un primo parlamentare, il deputato Pedrazzini del misto: lui e io suoi vicini di scranno non parteciperanno alla seduta odierna. "Abbiamo ricevuto ieri sera" dal ministro Gualtieri una nuova lettera "che aumenta la richiesta per una spesa aggiuntiva" destinata a fare fronte alle conseguenze dell'emergenza Coronavirus: questo "non è il momento di guardare ai decimali ma ai posti di lavoro e al futuro delle nostre economie". Così il commissario Ue all'economia Paolo Gentiloni, intervenendo a Uno Mattina, ha aperto alla nuova richiesta di aumento del deficit avanzata dall'Italia.  Dalla Ue devono arrivare "politiche di bilancio coordinate che consentano ai Paesi di prendere iniziative straordinarie" per affrontare un "momento straordinario". Inoltre, secondo Gentiloni, per fronteggiare le crisi aziendali causate dall'emergenza Coronavirus saranno necessari anche aiuti pubblici e quindi "qualche regola Ue sugli aiuti di Stato andrà ritoccata". 

E arriva un nuovo appello da Matteo Salvini intervistato dal Corsera che torna criticare il governo dopo l'incontro di ieri, ribadendo che una drastica chiusura avrebbe senso anche dal punto di vista economico. "Però, occorre uno stato che sappia dire: tu chiudi tutto e io ti copro". Adesso sia tutta l'Europa a diventare zona rossa, non solo perché il coronavirus è una minaccia da affrontare con determinazione, ma anche "per evitare lo squallore delle guerre commerciali che si stanno preparando".

"Non può chiudere tutto tout court", dice dal canto suo il viceministro dello Sviluppo economico, Stefano Buffagni, a "24 mattino" su Radio24 a proposito dell'eventualità di fermare tutte le attività produttive. La filiera alimentare e quella sanitaria, ha detto, "non possono chiudere", mentre altre attività "vanno limitate".

 

Ieri, al ventesimo giorno dell'era del coronavirus, l'Italia ormai in quarantena da Aosta a Palermo supera la quota simbolo di 10mila contagiati, 1.004 dei quali guariti, e fa registrare il più alto numero di vittime: 168 in un solo giorno, 135 dei quali in Lombardia. Ma non solo. L'aumento del numero complessivo dei malati - 590 in più rispetto a lunedì, per un totale di 8.514 - molto più contenuto rispetto ai giorni precedenti, è dovuto al ritardo dei risultati dei test effettuati dalla Lombardia: dunque non c'è ancora alcun rallentamento del virus.

Ecco perché dalle Regioni del Nord, Lombardia e Veneto su tutte, è arrivato un nuovo appello per un'ennesima stretta: "chiudete tutto per 15 giorni". I governatori vogliono che restino in funzione solo i servizi essenziali mentre negozi (ad eccezione di quelli di generi alimentari, farmacie e parafarmacie) e attività produttive vengano chiuse subito. "E' il tempo della fermezza - sono le parole, chiarissime, di Fontana - Bisogna chiudere tutto adesso per ripartire il prima possibile. Le mezze misure non servono". 

E anche il Piemonte è pronto a chiudere per l'emergenza Coronavirus. Lo ha detto il governatore Alberto Cirio ai microfoni di Radio 24. "Se il governo deciderà che la Lombardia farà questo passo - ha detto - credo che anche il Piemonte dovrà in qualche modo essere compreso". "Se le parole del presidente Fontana - ha precisato - vanno nella direzione di chiudere tutto, credo che a questa riflessione vada prestata grandissima attenzione. E' per questo che l'ho sottoposta all'unità crisi e al comitato scientifico regionale, per avere già oggi un parere da trasmettere al governo.

Intanto si registra, però, un dato positivo. Zero nuovi contagi: è il dato di ieri che riguarda il Comune di Codogno, ormai famoso in tutto il mondo dopo aver fatto registrare il primo ricoverato da coronavirus riconosciuto in Italia. E immediato è arrivato il commento di Francesco Passerini, sindaco della città oltre che presidente della Provincia di Lodi. "Siamo particolarmente felici di questo che ci sembra un grande risultato ma vogliamo dire che noi, che siamo stati zona rossa del lodigiano, la quarantena l'abbiamo fatta seriamente, e certamente è per questo che adesso assistiamo al calo che speravamo". 

LA SITUAZIONE IN LOMBARDIA

Primo morto in Valle d'Aosta per il coronavirus Covid-19. Si tratta di un'anziano di La Salle - come ha appreso l'ANSA - che soffriva di gravi e varie patologie ed era ricoverato da giorni all'ospedale Parini di Aosta. Il decesso è avvenuto la notte scorsa.

Tutti i 268 passeggeri a bordo del traghetto di una compagnia italiana proveniente da Palermo, arrivato ieri al porto di La Goulette di Tunisi, sono stati posti in isolamento domiciliare e verranno monitorati secondo le nuove norme sanitarie. Lo ha detto la direttrice generale dell'Osservatorio nazionale delle malattie nuove ed emergenti, Nissaf Ben Alaya. Si è trattato dell'ultimo arrivo di una nave passeggeri in Tunisia dall'Italia prima dell'entrata in vigore della sospensione, fino al 4 aprile prossimo, delle linee marittime passeggeri tra i due Paesi disposto dalle autorità tunisine come misura per limitare la diffusione del coronavirus.

STOP MUTUI E TASSE, LE MISURE PREVISTE DAL DECRETO

E anche Fontana di Trevi off limits in esecuzione del decreto che ha esteso a tutta Italia le prescrizioni di massimo contenimento contro il coronavirus. La chiusura dei luoghi di cultura e arte anche all'aperto è stata presa per evitare assembramenti. La vasca della celebre fontana è chiusa al pubblico.

 

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