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15 luglio 2019

 

Comunicato Stampa

Gardone Riviera (Bs) | 15 luglio 2019

L'equipaggio ha monitorato anche le microplastiche in acqua

 

La Goletta dei Laghi sul Garda lombardo: due i punti giudicati “fortemente inquinati”

Presentati i risultati del monitoraggio della quarta tappa della campagna di Legambiente

 

Foto e video scaricabili qui

Consulta la mappa dei risultati

Su cinque punti monitorati, due sono risultati fortemente inquinati.

È questo, in estrema sintesi, il bilancio del monitoraggio microbiologico realizzato dai tecnici della Goletta dei Laghi nei giorni scorsi, in occasione dell'arrivo sulla sponda lombarda del Lago di Garda della campagna di Legambiente, realizzata in collaborazione con il CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont.

Da 14 anni la Goletta dei Laghi rileva le principali fonti di criticità per gli ecosistemi lacustri: gli scarichi non depurati e inquinanti, la cementificazione delle coste, la captazione delle acque, l’incuria e l’emergenza rifiuti, in particolare l’invasione della plastica, che non riguarda soltanto mari e oceani, ma anche fiumi e laghi.

I risultati del monitoraggio sono stati presentati stamane a Gardone Riviera (Bs) nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, Paola Fagioli, responsabile di Legambiente Turismo, Giada Caiello, responsabile del campionamento microbiologico della Goletta dei Laghi e Paolo Bonsignori, presidente di Legambiente “Per il Garda”.

Il lavoro dei tecnici si è concentrato principalmente su due fronti di indagine: quello delle microplastiche in acqua e quello dell'inquinamento microbiologico.

I DETTAGLI DELLE ANALISI MICROBIOLOGICHE SUL GARDA

Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un'istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni.

La qualità delle acque del Lago di Garda è un elemento imprescindibile per lo sviluppo del territorio, soprattutto per quanto riguarda la vocazione turistica. Nelle analisi della Goletta dei Laghi vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che si trovano lungo le rive dei laghi, punti spesso segnalati dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica di origine fecale, dovuta all’insufficiente depurazione che, attraverso scarichi e corsi d’acqua, arriva nel lago.

In questi giorni sono stati cinque i punti monitorati sulla sponda lombarda del Lago di Garda, tutti in provincia di Brescia. Sono risultati fortemente inquinati i punti sulla foce del torrente nei pressi del porto di Padenghe sul Garda e lo scarico nei pressi della Spiaggia d'Oro a Desenzano del Garda.

Sempre a Desenzano del Garda, il campione prelevato di fronte allo scarico a sud della Lega Navale, che al momento del campionamento non sfociava in lago, è risultato entro i limiti, mentre il punto prelevato nel canale – sempre sullo scarico a sud della Lega Navale – è invece risultato “fortemente inquinato”.

Entro i limiti di legge la foce del torrente Barbarano e la foce del canale nei pressi della spiaggia in località Le Rive, entrambi i punti nel territorio comunale di Salò.

“Alla luce delle criticità che ancora insistono sul Garda, è urgente mettere mano all’intera infrastruttura di collettamento dei reflui che oggi presenta troppe falle – ha affermato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Non vorremmo che tutto il dibattito sul nuovo impianto di depurazione mettesse in secondo piano invece i problemi più contingenti. Servono risposte urgenti ai problemi più immediati e un dibattito aperto sulle prospettive future”.

“Come era prevedibile i risultati delle analisi della Goletta dei Laghi ci rimandano un quadro ancora inquietante per il basso lago – affermano da Legambiente “Per il Garda” – grazie alle segnalazioni dei cittadini e all’esperienza di questi 14 anni di monitoraggi, abbiamo concentrato le nostre analisi soprattutto nel basso lago, dove l'accesso all’acqua è più immediato e, nei mesi scorsi, sono stati segnalati episodi di svernamenti di reflui non trattati”.

Forti le preoccupazioni degli ambientalisti: “Dopo tutti questi anni e, nonostante varie segnalazioni, che non si sia ancora provveduto a sistemare una situazione che ormai sembra cronicizzata, ci pare imbarazzante – continuano gli attivisti – Chiediamo agli enti competenti e ai Comuni interessati di spiegare quali siano le motivazioni del mancato intervento del risanamento delle acque. Fortunatamente le analisi effettuate a Salò ci rimandano una situazione positiva che persiste da qualche anno. È indubbio infine, che devono essere tolti tutti gli scarichi a lago, sfioratori compresi, per salvaguardare l’intero ecosistema lacustre”.

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IL MONITORAGGIO RELATIVO ALLE MICROPLASTICHE E AI RIFIUTI IN SPIAGGIA

Per il quarto anno consecutivo, grazie alla collaborazione con ENEA, è stata monitorata anche la presenza di microplastiche nelle acque dei laghi, focalizzando l'attenzione sull'apporto degli impianti di trattamento delle acque reflue rispetto alla quantità di microplastiche presenti. Nel 2018 il Lago di Garda ha riportato una densità media di oltre 36 mila particelle di microplastiche per chilometro quadrato.

Diverse le novità della Goletta dei Laghi quest'anno, tra cui l'analisi della presenza di microplastiche fino a 50 metri di profondità, e la ricerca di comunità microbiche sulle microplastiche rinvenute – la cosiddetta plastisfera, potenziale veicolo di elementi patogeni dannosi per l'ecosistema e per l'uomo – grazie alla collaborazione con l'Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche (Irsa-Cnr).

Per quanto riguarda il beach litter – l'attività di raccolta e classificazione dei rifiuti in spiaggia – in questi giorni è stata ripulita un'area di circa mille metri quadri sulla spiaggia di Riva Grande a Toscolano Maderno. I rifiuti più presenti sono stati i frammenti di plastica (sono stati raccolti 157 pezzi della grandezza tra 2,5 cm e 50 cm), carte di caramelle (109) e mozziconi di sigarette (68). Tra le altre cose, sono stati ritrovati anche 2 ciucci per bimbi, un casco da moto, 7 lamette da barba e una lampadina.

Per l'edizione 2019 partner della Goletta dei Laghi sono il CONOU (Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati) e l'azienda chimica Novamont.

Da oltre 35 anni il CONOU è il punto di riferimento italiano per la raccolta e l'avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L'olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l'ambiente che, se smaltito indiscriminatamente, può determinare gravi effetti inquinanti. Negli anni di attività il CONOU ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio usato, avviandone a rigenerazione 5,3 milioni e consentendo la produzione di 3 milioni di tonnellate di olio rigenerato e un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro, ponendo così l’Italia in vetta al settore a livello europeo.

Novamont è un'azienda che porta avanti l’ambizioso progetto di integrare chimica, ambiente e agricoltura. Prodotto di punta di Novamont è il Mater-Bi, la versatile e innovativa bioplastica con cui si realizzano soluzioni biodegradabili e compostabili che si incontrano nella vita di tutti i giorni.

Dopo la tappa che ha attraversato i laghi di Garda e Santa Croce, la Goletta dei Laghi si dirigerà verso il fiume Isonzo, tappa speciale del tour 2019. Per la prima volta, infatti, la campagna di Legambiente monitorerà le acque mobili.

 

 

13 luglio 2019

 

Comunicato Stampa

Roè Volciano (Bs) | 13 luglio 2019

In occasione dell'arrivo della Goletta dei Laghi sul Lago di Garda

 

Legambiente incontra associazioni e comitati del Garda e del Chiese: che fine ha fatto lo studio delle localizzazioni dell'impianto di depurazione?

“Sull'ipotesi di nuovo impianto pesa la scarsa trasparenza. Servono tempi certi e ipotesi plausibili”

 

Foto e video di archivio scaricabili qui

Serve chiarezza, e qualche certezza in più, per evitare conflitti tra comunità e i possibili ricorsi al progetto un domani. Queste le prime considerazioni emerse dall'incontro organizzato da Legambiente con comitati e associazioni che si occupano a vario titolo del nuovo depuratore del Garda, tenutasi a Roè Volciano.

“Dopo il convegno dello scorso anno con gli attori istituzionali, abbiamo voluto sentire la voce di quanti abitano, lavorano e vivono il territorio gardesano e valsabbino – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – un colloquio franco e sincero, in cui abbiamo potuto raccogliere le voci delle associazioni e dei comitati e la loro inquietudine per un percorso che non ha avvicinato istituzioni pubbliche e territorio ma anzi, ha creato malumori. Dal territorio arriva una richiesta di conoscenza e di trasparenza che deve essere presa in seria considerazione per non vedere vanificati gli sforzi per la buona qualità delle acque del lago e per la salvaguardia dell’ecosistema fluviale nel fiume Chiese. Condizioni essenziali per poter aprire un dibattito sulle migliori soluzioni progettuali da mettere in campo”.

In attesa di conoscere il progetto del nuovo assetto infrastrutturale legato alla depurazione dei reflui del lago di Garda, è essenziale lavorare anche per una divisione delle acque bianche da quelle scure, oggi assente nella maggior parte dei comuni gardesani.

Dalla discussione è emerso un altro fronte di criticità: lo scarico delle acque depurate. È assurdo che si pensi al fiume Chiese, in secca per la maggior parte dell’anno, come ricettore delle acque depurate. Così come, ci si auspica, che non lo sia più nemmeno il lago di Garda da cui vanno anche tolti gli sfioratori di piena, purtroppo troppo spesso responsabili di acque reflue direttamente a lago.

Infine, in assenza di un chiaro iter procedurale, Legambiente chiede di conoscere i tempi e le modalità con cui Aato Brescia e Provincia di Brescia intendono muoversi. È necessario un processo partecipato, fatto di incontri con la popolazione, associazioni e comitati e la possibilità di poter avviare anche un periodo per poter fare osservazioni al progetto.

“Il tema della localizzazione pone necessariamente al primo posto la conoscenza dei presupposti e delle motivazioni della scelta. Occorre spiegare come si è arrivati a determinare le migliori condizioni affinchè vi sia un’accettazione consapevole di un impianto che, ancorché utile, sarà impattante per qualunque territorio – proseguono da Legambiente – ci pare che il lavoro da fare sia ancora molto e tutto da scrivere”.

All’incontro hanno partecipato Unione Pescatori Bresciani, Gruppo ecologico del Chiese di Casalmoro, Empatia Blu di Remedello, Gaia di Gavardo, Club Pesca e Mosca di Brescia, Associazione Pescatori Alto Chiese di Pieve di Bono, Comitato Ambiente e Territorio CAT di Desenzano, Amici della Terra di Idro, Circoli Legambiente per il Garda, Brescia Est e Montichiari, WWF Desenzano.

 

11 luglio 2019

 

La Goletta dei Laghi sul Maggiore lombardo: quattro punti su cinque
risultano “fortemente inquinati”

 

Presentati i risultati del monitoraggio
della terza tappa della campagna di Legambiente
La situazione è ormai cronica
e si innesta nel terremoto giudiziario che ha investito la società Alfa

Su cinque punti monitorati, quattro sono risultati “fortemente inquinati”.
 
È questo, in estrema sintesi, il bilancio del monitoraggio microbiologico realizzato dai tecnici della Goletta dei Laghi nei giorni scorsi, in occasione dell'arrivo sul Lago Maggiore lombardo della campagna di Legambiente, realizzata in collaborazione con il CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont.
 
Da 14 anni la Goletta dei Laghi rileva le principali fonti di criticità per gli ecosistemi lacustri: gli scarichi non depurati e inquinanti, la cementificazione delle coste, la captazione delle acque, l’incuria e l’emergenza rifiuti, in particolare l’invasione della plastica, che non riguarda soltanto mari e oceani, ma anche fiumi e laghi.
 
I risultati del monitoraggio sono stati presentati stamane a Varese nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, Simone Nuglio, responsabile della Goletta dei Laghi, Valentina Minazzi, presidente di Legambiente Varese, Dino De Simone, assessore all'Ambiente del Comune di Varese e Philip Costeloe, coordinatore di EMAS Jrc Ispra.
 
Il lavoro dei tecnici si è concentrato principalmente su due fronti di indagine: quello delle microplastiche in acqua e quello dell'inquinamento microbiologico.
 
 
I DETTAGLI DELLE ANALISI MICROBIOLOGICHE SUL MAGGIORE
 
Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un'istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni.
 
La qualità delle acque del Lago Maggiore è un elemento imprescindibile per lo sviluppo del territorio, soprattutto per quanto riguarda la vocazione turistica. Nelle analisi della Goletta dei Laghi vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che si trovano lungo le rive dei laghi, punti spesso segnalati dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica di origine fecale, dovuta all’insufficiente depurazione che, attraverso scarichi e corsi d’acqua, arriva nel lago.
 
In questi giorni sono stati cinque i punti campionati sul Maggiore, tutti in provincia di Varese. Sono risultati “fortemente inquinati”, secondo i parametri di Goletta dei Laghi, i punti a Luino Centro, a Laveno Mombello, presso la foce del torrente Boesio, a Ispra, in corrispondenza della foce del torrente Acqua Negra e sulla foce del Bardello, nel territorio comunale di Brebbia.
 
Entro i limiti, invece, il punto nel comune di Germignaga, sul canale presso la spiaggia del Lido Comunale.
 

11lug2019TabellaGolettaLaghi

 

"Purtroppo i risultati delle analisi ci confermano ancora una volta la forte criticità delle acque dei torrenti e i ritardi decennali legati alla depurazione – ha affermato nel corso dell'incontro con la stampa Valentina Minazzi, presidente di Legambiente Varese – abbiamo bisogno di superare le lentezze burocratiche e far partire immediatamente investimenti mirati per completare le reti fognarie, i collettamenti e gli adeguamenti degli impianti di depurazione. Questo ci interessa anche  per quanto riguarda il Lago di Varese. Purtroppo lo scenario che negli ultimi mesi ha caratterizzato l’attività della società di gestione ci induce a chiedere chiarimenti su come sono stati spesi finora i fondi pubblici visto che i risultati ancora tardano a venire".
 
“Vogliamo sperare che dopo il terremoto che ha colpito società Alfa si cominci davvero a lavorare per risanare le acque del varesotto – ha ribadito la presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto – non è più possibile tollerare che i torrenti monitorati da almeno un decennio non abbiano avuto alcun significativo miglioramento. Così come ci lascia basiti che a Luino, una delle più belle cittadine del lago Maggiore, ci siano ancora scarichi a lago non controllati e più volte segnalati dai cittadini. La qualità delle acque è una priorità non più derogabile”.
 
IL MONITORAGGIO RELATIVO ALLE MICROPLASTICHE E AI RIFIUTI IN SPIAGGIA
 
Per il quarto anno consecutivo, grazie alla collaborazione con ENEA, è stata monitorata anche la presenza di microplastiche nelle acque dei laghi, focalizzando l'attenzione sull'apporto degli impianti di trattamento delle acque reflue rispetto alla quantità di microplastiche presenti. Nel 2018 il Lago Maggiore ha riportato una densità media di oltre 100 mila particelle di microplastiche per chilometro quadrato.
 
“Il nostro monitoraggio sulle microplastiche ci ha permesso di tracciare un quadro preliminare sui bacini italiani – ha affermato il responsabile della Goletta dei Laghi, Simone Nuglio – sappiamo, ad esempio, che tutti i laghi finora monitorati sono interessati dalla presenza di micro particelle, e la maggior concentrazione di microplastiche è stata rilevata laddove insiste una possibile fonte, come ad esempio gli scarichi”.
 
Diverse le novità della Goletta dei Laghi quest'anno, tra cui l'analisi della presenza di microplastiche fino a 50 metri di profondità, e la ricerca di comunità microbiche sulle microplastiche rinvenute – la cosiddetta plastisfera, potenziale veicolo di elementi patogeni dannosi per l'ecosistema e per l'uomo – grazie alla collaborazione con l'Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche (Irsa-Cnr).
 
Per quanto riguarda il beach litter (rifiuti in spiaggia), in questi giorni il locale circolo di Legambiente ha monitorato il lido della Schiranna a Varese. In una superficie di circa 2 mila quadri è stata riscontrata un'altissima presenza di micro-frammenti di rifiuti, in particolare plastica. Tra questi spiccano ben 1140 mozziconi di sigaretta, un indicatore importante se si pensa al fatto che la spiaggia venga pulita con regolarità.
 
Per l'edizione 2019 partner della Goletta dei Laghi sono il CONOU (Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati) e l'azienda chimica Novamont.
 
Da oltre 35 anni il CONOU è il punto di riferimento italiano per la raccolta e l'avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L'olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l'ambiente che, se smaltito indiscriminatamente, può determinare gravi effetti inquinanti. Negli anni di attività il CONOU ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio usato, avviandone a rigenerazione 5,3 milioni e consentendo la produzione di 3 milioni di tonnellate di olio rigenerato e un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro, ponendo così l’Italia in vetta al settore a livello europeo.
 
Novamont è un'azienda che porta avanti l’ambizioso progetto di integrare chimica, ambiente e agricoltura. Prodotto di punta di Novamont è il Mater-Bi, la versatile e innovativa bioplastica con cui si realizzano soluzioni biodegradabili e compostabili che si incontrano nella vita di tutti i giorni.
 
Dopo la tappa che ha attraversato i laghi Maggiore, d'Orta e Ceresio, la Goletta dei Laghi si dirigerà verso il Lago di Garda, quarta tappa del tour 2019.

10 luglio 2019

10lug2019 GolettaLaghi

9 luglio 019

 

Comunicato Stampa Porto Ceresio (Va) | 9 luglio 2019

I punti nel Comune di Porto Ceresio sorvegliati speciale

Ceresio, inquinati 2 punti su 3: foce del torrente Vellone oltre 10 volte i limiti di legge

Legambiente Valceresio: “Non escludiamo l'ipotesi di un esposto”

 

Foto e video scaricabili qui

Un punto entro i limiti di legge, uno giudicato “inquinato” e un altro “fortemente inquinato”.

È questo, in estrema sintesi, il bilancio del monitoraggio microbiologico realizzato dai tecnici della Goletta dei Laghi nei giorni scorsi, in occasione dell'arrivo sul Lago Ceresio della campagna di Legambiente, realizzata in collaborazione con il CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont.

Da 14 anni la Goletta dei Laghi rileva le principali fonti di criticità per gli ecosistemi lacustri: gli scarichi non depurati e inquinanti, la cementificazione delle coste, la captazione delle acque, l’incuria e l’emergenza rifiuti, in particolare l’invasione della plastica, che non riguarda soltanto mari e oceani, ma anche fiumi e laghi.

I risultati del monitoraggio sono stati presentati stamane a Porto Ceresio (Varese), nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, Milena Nasi, portavoce di Legambiente Valceresio, Simone Nuglio, responsabile della Goletta dei Laghi, Giada Caiello, responsabile dei campionamenti della Goletta dei Laghi e Marco Comolli, vice presidente di Legambiente Valceresio. Presenti anche Jenny Santi, sindaco di Porto Ceresio e Massimo Mastromarino, sindaco di Lavena Ponte Tresa.

 

I DETTAGLI DELLE ANALISI MICROBIOLOGICHE SUL CERESIO

Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un'istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni.

Nelle analisi della Goletta dei Laghi vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che si trovano lungo le rive dei laghi, punti spesso segnalati dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica di origine fecale, dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che attraverso i corsi d’acqua arrivano nel lago.

Per il nono anno consecutivo, i tecnici del Cigno Verde hanno prelevato tre campioni dalla sponda italiana del Ceresio, con l'obiettivo di verificare l'eventuale presenza di batteri intestinali.

Come negli anni passati, due dei punti campionati ricadono nel territorio comunale di Porto Ceresio: la foce del Rio Bolletta, risultato “inquinato” secondo i parametri di legge, e la foce del torrente Vallone, risultato come “fortemente inquinato”. E' stato monitorato inoltre il punto corrispondente alla foce del fiume Telo di Osteno, nel comune di Claino con Osteno (Como), risultato entro i limiti.

“Dal 2013 monitoriamo questi punti e per quanto riguarda la foce del torrente Vallone il risultato è sempre stato oltre i limiti di legge – ha sottolineato nel corso dell'incontro con la stampa Milena Nasi del circolo di Valceresio – tuttavia quest'anno la concentrazione di Escherichia Coli è di oltre 10 volte il consentito. Ci troviamo ancora una volta costretti a denunciare la situazione, ma se non ci saranno a breve azioni risolutive provvederemo a fare un esposto in Procura”.

“Ci chiediamo come sia possibile che da almeno un decennio non ci sia stato alcun miglioramento delle condizioni dei due torrenti monitorati dalla nostra campagna – ha sottolineato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – e quanto ancora dovremo aspettare per vedere risolto il problema dell’inadeguatezza degli impianti di depurazione del Ceresio ed evitare di scaricare a lago acque inquinate. Una preoccupazione, la nostra, che aumenta soprattutto se pensiamo alle note vicende giudiziarie che hanno coinvolto la società pubblica che dovrebbe gestire il ciclo idrico integrato del varesotto”.

In occasione dell'arrivo della Goletta dei Laghi sul Ceresio il circolo di Legambiente Valceresio ha effettuato nei giorni scorsi un monitoraggio di beach litter (rifiuti in spiaggia) sulla spiaggia di Brusimpiano. In un'area monitorata di circa 380 metri quadrati è stato trovata una quantità significativa di rifiuti: mozziconi di sigarette (circa 150), tappi di plastica, cotton fioc e fascette di plastica le tipologie più presenti.

Per l'edizione 2019 partner della Goletta dei Laghi sono il CONOU (Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati) e l'azienda chimica Novamont.

Da oltre 35 anni il CONOU è il punto di riferimento italiano per la raccolta e l'avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L'olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l'ambiente che, se smaltito indiscriminatamente, può determinare gravi effetti inquinanti. Negli anni di attività il CONOU ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio usato, avviandone a rigenerazione 5,3 milioni e consentendo la produzione di 3 milioni di tonnellate di olio rigenerato e un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro, ponendo così l’Italia in vetta al settore a livello europeo.

Novamont è un'azienda che porta avanti l’ambizioso progetto di integrare chimica, ambiente e agricoltura. Prodotto di punta di Novamont è il Mater-Bi, la versatile e innovativa bioplastica con cui si realizzano soluzioni biodegradabili e compostabili che si incontrano nella vita di tutti i giorni.

La terza tappa della Goletta dei Laghi 2019 si concluderà l'11 luglio a Varese, quando alle ore 11:30, presso il salone estense del Comune, verranno presentati alla stampa e alla comunità i risultati del monitoraggio microbiologico sul Verbano e sul Cusio.

 

 

Comunicato Stampa

Dormelletto (No) | 6 luglio 2019

NOTA PER LA STAMPA: nel corso del monitoraggio delle acque alla ricerca delle microplastiche è possibile salire a bordo e navigare insieme all'equipaggio al fine di documentare le attività. Per accreditarsi è sufficiente telefonare ai contatti dell'ufficio stampa in calce

Numerose le iniziative in diverse località del Verbano, Ceresio e Lago d'Orta

 

 

La Goletta dei Laghi sbarca sul Lago Maggiore dal 7 all'11 luglio: ecco il programma

Terza tappa della storica campagna di Legambiente a difesa dei laghi italiani

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Foto e video di archivio scaricabili qui

 

Beach litter, monitoraggio microbiologico e ricerca delle microplastiche in acqua. È intenso il programma della terza tappa della Goletta dei Laghi, che dal 7 all'11 luglio arriverà sul Verbano. La campagna di Legambiente, giunta alla sua quattordicesima edizione, ogni anno attraversa l'Italia per monitorare la qualità delle acque, degli ecosistemi e dei territori lacustri.

 

 

Diverse le novità della Goletta dei Laghi quest'anno, tra cui l'analisi della presenza di microplastiche fino a 50 metri di profondità, e la ricerca di comunità microbiche sulle microplastiche rinvenute – la cosiddetta plastisfera, potenziale veicolo di elementi patogeni dannosi per l'ecosistema e per l'uomo – grazie alla collaborazione con l'Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche (Irsa-Cnr).

 

L’equipaggio del cigno verde sarà impegnato in numerose attività nei cinque giorni di tappa. Domenica 7 è prevista una veleggiata, all'insegna del plastic free, organizzata dalle associazioni sportive veliche del Maggiore. Dal 9 luglio inizieranno i monitoraggi delle acque alla ricerca delle microplastiche mentre, a terra, i volontari di Legambiente saranno impegnati nella pulizia e monitoraggio dei rifiuti sulle spiagge del Verbano.

 

In chiusura la consueta conferenza stampa finale sui risultati del monitoraggio microbiologico effettuato nel Verbano, prevista l'11 luglio a Varese.

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Il programma della tappa sul Verbano, Ceresio e Lago d'Orta

Dal 7 all'11 luglio 2019

Domenica 7 luglio | Veleggiata verso Santa Caterina del Sasso

In occasione del passaggio della Goletta dei Laghi di Legambiente solcherà le acque del Lago Maggiore, il Club Velico Vela Granda Varese Asd con Ama&viviplasticfree e le barche a vela di altri circoli velici aderenti alla Uisp Varese il 7 luglio, nelle acque antistanti Cerro, organizza una veleggiata per promuovere la conversione di velisti e circoli nautici alla pratica del "Plastic Free". Per l’occasione l’equipaggio della Goletta dei Laghi sarà ospitato a bordo di un’imbarcazione del circolo nautico Verbano Vela.

Ore 10 | Attività di beach litter presso una spiaggia della sponda lombarda

Lunedì 8 luglio

Dalle ore 11 | Campionamento delle acque alla ricerca delle microplastiche nel Lago D'Orta

Martedì 9 luglio

ore 11 | Campionamento delle acque alla ricerca delle microplastiche nel Lago Maggiore

ore 11 | Conferenza stampa e incontro pubblico a Porto Ceresio con le amministrazioni locali, per la presentazione dei dati sul monitoraggio microbiologico delle acque del Ceresio

Mercoledì 10 luglio

ore 11 | Campionamento delle acque alla ricerca delle microplastiche nel lago Maggiore

dalle ore 09:30 alle 13:30 | Convegno presso Unione Industriale VCO | Verbania – Intra, via U. Sironi, 5

Ore 19:00 | Varese, aperitivo plastic free e presentazione del libro “Atlante mondiale della zuppa di plastica”

Giovedì 11 luglio

Ore 11.30 | presso il salone estense del Comune di Varese conferenza stampa di presentazione dei dati relativi al monitoraggio microbiologico di Goletta dei Laghi

 

 

 

 

6 luglio 2019

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Comunicato Stampa

 

Lecco | 6 luglio 2019

“Fortemente inquinato” la foce del torrente Esino a Perledo

 

La Goletta dei Laghi sul Lario: sulla sponda lecchese quattro punti su cinque entro i limiti

Presentati i risultati del monitoraggio della seconda tappa della campagna di Legambiente

 

Foto e video scaricabili qui

Consulta la mappa dei risultati

Quattro punti su cinque entro i limiti di legge per i punti campionati sulla sponda lecchese del Lario.

È questo, in estrema sintesi, il bilancio del monitoraggio microbiologico realizzato dai tecnici della Goletta dei Laghi nei giorni scorsi, in occasione dell'arrivo sul Lario della campagna di Legambiente, realizzata in collaborazione con il CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont.

Da 14 anni la Goletta dei Laghi rileva le principali fonti di criticità per gli ecosistemi lacustri: gli scarichi non depurati e inquinanti, la cementificazione delle coste, la captazione delle acque, l’incuria e l’emergenza rifiuti, in particolare l’invasione della plastica, che non riguarda soltanto mari e oceani, ma anche fiumi e laghi.

I risultati del monitoraggio sono stati presentati stamane a Lecco nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Laura Todde, presidente di Legambiente Lecco, Costanza Panella, presidente di Legambiente Lario Orientale, Simone Nuglio, responsabile della Goletta dei Laghi e Alessio Dossi, assessore all'Ambiente del Comune di Lecco. Presenti anche Elena Arena, direttrice del'Ufficio d'Ambito di Lecco, Vincenzo Lombardo, direttore di Lario Reti Holding.

Il lavoro dei tecnici si è concentrato principalmente su due fronti di indagine: quello delle microplastiche sulle spiagge, in acqua, e quello dell'inquinamento microbiologico.

I DETTAGLI DELLE ANALISI MICROBIOLOGICHE SUL LARIO

Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un'istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni.

La qualità delle acque del Lario è un elemento imprescindibile per lo sviluppo del territorio, soprattutto per quanto riguarda la vocazione turistica. Nelle analisi della Goletta dei Laghi vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che si trovano lungo le rive dei laghi, punti spesso segnalati dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica di origine fecale, dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che attraverso i corsi d’acqua arrivano nel lago.

In questi giorni sono stati cinque i punti campionati sulla sponda lecchese del lago. Sono risultati entro i limiti previsti dalla legge la foce sull'Adda a Colico; un punto presso la spiaggia di Dorio; sulla foce del torrente Caldone a Lecco e sulla foce del torrente Gallavesa a Vercurago.

E' invece risultato “fortemente inquinato” il punto campionato, lo scorso 2 luglio, sulla foce del torrente Esino nel comune di Perledo.

“Quest'anno i risultati sulla sponda lecchese sono migliori rispetto all'anno scorso e vogliamo considerarlo un segnale positivo di cambiamento per sollecitare l'Ufficio d'Ambito e il gestore ad accelerare le procedure per il rilevamento e gli interventi strutturali – ha affermato Costanza Panella, presidente di Legambiente Lario Orientale – la foce del torrente Esino è risultata fortemente inquinata e a Colico il potenziamento del depuratore è urgente come testimoniano i recenti dati Ats che hanno dichiarato non balneabili le spiagge di Piona e Inganna”.

IL MONITORAGGIO RELATIVO ALLE MICROPLASTICHE E AI RIFIUTI IN SPIAGGIA

Per il quarto anno consecutivo, grazie alla collaborazione con ENEA, è stata monitorata anche la presenza di microplastiche nelle acque dei laghi, focalizzando l'attenzione sull'apporto degli impianti di trattamento delle acque reflue rispetto alla quantità di microplastiche presenti. Il Lario, in particolare ha riportato nel 2018 una densità media di microparticelle di plastica pari a 28.500 unità per km quadrato.

Per quanto riguarda il beach litter (rifiuti in spiaggia), in questi giorni sul Lario sono state monitorate ben cinque spiagge, nei comuni di Bellano, Mandello e Lecco: “L'attività di beach litter ha rappresentato per il nostro circolo un importante fronte di impegno e confronto – ha evidenziato Laura Todde, presidente di Legambiente Lecco – infatti, negli ultimi 12 mesi il nostro circolo ha coordinato oltre 10 azioni di pulizia e monitoraggio degli arenili. Sulla base dei dati raccolti, stiamo lavorando con esercenti, associazioni e amministrazioni affinché si riducano i volumi di rifiuti, affinché il Lario possa diventare davvero plastic free”.

In media sono stati circa 580 i rifiuti raccolti per ognuna delle spiagge monitorate, in tratti dall'estensione media di circa 170 metri quadri. Mozziconi di sigarette, pezzi di plastica (da 2,5 cm a 50 cm di lunghezza) e cotton fioc rappresentano le maggiori tipologie di rifiuti trovati. Particolarmente presenti i cotton fioc a Pesceranico di Lecco, probabilmente a causa della presenza di un depuratore nelle vicinanze.

Diverse le novità della Goletta dei Laghi quest'anno, tra cui l'analisi della presenza di microplastiche fino a 50 metri di profondità, e la ricerca di comunità microbiche sulle microplastiche rinvenute – la cosiddetta plastisfera, potenziale veicolo di elementi patogeni dannosi per l'ecosistema e per l'uomo – grazie alla collaborazione con l'Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche (Irsa-Cnr).

Per l'edizione 2019 partner della Goletta dei Laghi sono il CONOU (Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati) e l'azienda chimica Novamont.

Da oltre 35 anni il CONOU è il punto di riferimento italiano per la raccolta e l'avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L'olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l'ambiente che, se smaltito indiscriminatamente, può determinare gravi effetti inquinanti. Negli anni di attività il CONOU ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio usato, avviandone a rigenerazione 5,3 milioni e consentendo la produzione di 3 milioni di tonnellate di olio rigenerato e un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro, ponendo così l’Italia in vetta al settore a livello europeo.

Novamont è un'azienda che porta avanti l’ambizioso progetto di integrare chimica, ambiente e agricoltura. Prodotto di punta di Novamont è il Mater-Bi, la versatile e innovativa bioplastica con cui si realizzano soluzioni biodegradabili e compostabili che si incontrano nella vita di tutti i giorni.

 

Dopo la tappa sul Lario, la Goletta dei Laghi si dirigerà verso il Lago Maggiore, terza tappa del tour 2019.

 

 

 

2 luglio 2019

 

Comunicato Stampa

Abbadia Lariana | 2 luglio 2019

NOTA PER LA STAMPA: nel corso del monitoraggio delle acque alla ricerca delle microplastiche è possibile salire a bordo e navigare insieme all'equipaggio al fine di documentare le attività. Per accreditarsi è sufficiente telefonare ai contatti dell'ufficio stampa in calce

Numerose le iniziative in diverse località del Lario

 

La Goletta dei Laghi sbarca sul Lario dal 3 al 6 luglio

Seconda tappa della storica campagna di Legambiente a difesa dei laghi italiani

 

Foto e video di archivio scaricabili qui

Beach litter, monitoraggio microbiologico e ricerca delle microplastiche in acqua. È intenso il programma della seconda tappa della Goletta dei Laghi, che dal 3 al 6 luglio arriverà sul Lario. La campagna di Legambiente, giunta alla sua quattordicesima edizione, ogni anno attraversa l'Italia per monitorare la qualità delle acque, degli ecosistemi e dei territori lacustri.

Diverse le novità dell'edizione 2019, tra cui l'analisi della presenza di microplastiche fino a 70 metri di profondità, grazie alla collaborazione con ENEA, e la ricerca di comunità microbiche sulle microplastiche rinvenute – la cosiddetta plastisfera, potenziale veicolo di elementi patogeni dannosi per l'ecosistema e per l'uomo – grazie alla collaborazione con l'Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche (Irsa-Cnr).

Numerose le attività nei giorni della Goletta sul Lago di Como. Già oggi, martedì 2 luglio, è prevista un'anticipazione, con un'iniziativa a Bellano. Mercoledì 3 luglio via alla tappa del Lario, con pulizia delle spiagge e con il campionamento delle acque alla ricerca delle microplastiche in lago. Inoltre, da segnalare venerdì 5 luglio la presentazione del libro “Atlante mondiale delle zuppe di plastica”.

A calare il sipario sulla stappa ci sarà la conferenza stampa finale dei risultati del monitoraggio microbiologico sul Lario, che avrà luogo sabato 6 sia a Lecco che a Como.

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Il programma della tappa sul Lago di Como

dal 3 al 6 luglio 2019

Martedì 2 luglio | Aspettando la Goletta dei Laghi

Campionamento delle acque per il monitoraggio microbiologico di Goletta dei Laghi

Dalle 10 alle 12 | Monitoraggio rifiuti spiagge di Bellano e banchetto informativo in piazza Tommaso Grossi

Mercoledì 3 luglio

ore 09:15 | Pulizia Mandello basso, nel Parco e monitoraggio dei rifiuti spiaggiati con i ragazzi Living Land in corso (centro estivo del Comune di Lecco)

ore 11:00 | Campionamento delle acque alla ricerca delle microplastiche nel lago

Venerdì 5 luglio

ore 11 | Campionamento delle acque alla ricerca delle microplastiche nel lago

ore 17 | Lecco Clean Up nel parco

Monitoraggio dei rifiuti spiaggiati a Pescarenico a piedi/bici/barca. Ritrovo in via Guado (monumento AVIS)

ore 19:30 | Apericena Plastic Free nel cortile dello spazio BERArT in corso Martiri della Liberazione | Presentazione della campagna Goletta dei Laghi e del libro "Atlante mondiale della zuppa di plastica", in collaborazione con: BerArt, Fridays for Future Lecco, Associazione Barche in Legno Lecco, Fiab Lecco Ciclabile, Eco86, Simbio.

Sabato 6 luglio

Lecco

ore 11:30 | Conferenza stampa per la presentazione dei risultati del monitoraggio microbiologico nella sala del consiglio del Comune di Lecco in Piazza Diaz 1, primo piano. Invitati Sindaco e Assessore, Provincia, ATO, il gestore LRH e ATS.

Como

ore 11 | Conferenza stampa per la presentazione dei risultati del monitoraggio microbiologico presso l'Auser in via castellini 19

 

2 luglio 2019

 

Comunicato Stampa

 

Castro (Bg) | 2 luglio 2019

La differenza di concentrazione di microplastiche a valle e a monte del depuratore di Costa Volpino raggiunge l'81%

 

La Goletta dei Laghi sul Lago d'Iseo: tutti i punti campionati risultano entro i limiti di legge

Presentati i risultati del monitoraggio della prima tappa della campagna di Legambiente

 

Foto e video scaricabili qui

Consulta la mappa dei risultati

Una situazione positiva delle acque del lago, con una particolare attenzione tuttavia alle microplastiche, ai depuratori e ai rifiuti in spiaggia.

È questo, in estrema sintesi, il bilancio del monitoraggio microbiologico realizzato dai tecnici della Goletta dei Laghi nei giorni scorsi, in occasione dell'arrivo sul Lago d'Iseo della campagna di Legambiente, realizzata in collaborazione con il CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont.

Da 14 anni la Goletta dei Laghi rileva le principali fonti di criticità per gli ecosistemi lacustri: gli scarichi non depurati e inquinanti, la cementificazione delle coste, la captazione delle acque, l’incuria e l’emergenza rifiuti, in particolare l’invasione della plastica, che non riguarda soltanto mari e oceani, ma anche fiumi e laghi.

I risultati del monitoraggio sono stati presentati stamane a Castro (Bergamo) nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, Massimo Rota, presidente del circolo Legambiente Alto Sebino, Simone Nuglio, responsabile della Goletta dei Laghi, Simona Rossetti, prima ricercatrice dell'Istituto Irsa – Cnr e Dario Balotta, presidente del circolo Legambiente Basso Sebino.

Il lavoro dei tecnici si è concentrato principalmente su tre fronti di indagine: quello delle microplastiche sulle spiagge, in acqua, e quello dell'inquinamento microbiologico.

I DETTAGLI DELLE ANALISI MICROBIOLOGICHE SUL LAGO D'ISEO

Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un'istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni. Ad ogni modo, la qualità delle acque del Sebino è un elemento imprescindibile per lo sviluppo del territorio, soprattutto per quanto riguarda la vocazione turistica. Nelle analisi della Goletta dei laghi vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che si trovano lungo le rive dei laghi – punti spesso segnalati dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta – queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica di origine fecale, dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che attraverso i corsi d’acqua arrivano nel lago.

Sette i punti monitorati dalla Goletta dei Laghi. Sulla sponda bergamasca i quattro punti campionati risultano tutti entro i limiti: la foce del torrente Rino; il canale presso la spiaggia “Bar delle Rose” e la foce del fiume Oglio, entrambi nel territorio comunale di Costa Volpino, e la foce del Borlezza a Castro.

Anche sulla sponda bresciana tutti e tre i punti campionati sono risultati entro i limiti di legge: la foce del torrente Calchere nel comune di Sulzano, la darsena di Pisogne e Peschiera di Monte Isola.

“Siamo positivamente colpiti dai risultati di quest'anno – ha dichiarato nel corso della conferenza stampa Massimo Rota, presidente del circolo Legambiente Alto Sebino – per la prima volta in dieci anni tutti i punti in esame risultano entro i limiti di legge. Auspichiamo che questa situazione non sia frutto di fatti episodici, dovuti alle scarse precipitazioni e alla mancata attivazione degli sfioratori di piena presenti purtroppo in gran numero in tutto il lago, ma invece del lento completamento e ammodernamento delle infrastrutture del sistema di collettamento e depurazione”.

“Speriamo che questi dati rappresentino l’inizio di una nuova positiva stagione per il Sebino. Da parte nostra, continueremo a vigilare senza abbassare la guardia”, ha concluso Rota.

IL MONITORAGGIO RELATIVO ALLE MICROPLASTICHE E AI RIFIUTI IN SPIAGGIA

Per il quarto anno consecutivo, grazie alla collaborazione con ENEA, è stata monitorata la presenza di microplastiche nelle acque dei laghi, nei sedimenti delle sponde e nei corsi d'acqua immissari ed emissari dei grandi laghi prealpini, in particolare, focalizzando l'attenzione sull'apporto degli impianti di trattamento delle acque reflue rispetto alla quantità di microplastiche presenti. Il Lago d'Iseo, in particolare ha riportato nel 2018 una densità di microparticelle di plastica pari a 11.500 unità per km quadrato e una media di ben 111 rifiuti ogni metro quadro di spiaggia.

Anche nel 2019 è stato replicato lo stesso monitoraggio in acqua e in due spiagge, nei comuni di Iseo e Pisogne: “I monitoraggi svolti finora alla ricerca di microplastiche nei laghi prealpini lombardi ci hanno fornito un'indicazione fondamentale – ha commentato la presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto – per capire quale sia la concentrazione di microplastiche presente prima e dopo gli impianti di depurazione, constatando che la quantità può aumentare anche del 100%. Per questo, migliorare l'efficienza degli impianti di trattamento delle acque, invitare gli esercizi commerciali lacustri ad eliminare da subito i materiali usa e getta, per promuovere tra cittadini e turisti stili di vita più sostenibili, dovrebbero essere obiettivi di qualsiasi pubblica amministrazione, se vogliamo preservare la qualità delle acque dell'Iseo e dei laghi lombardi”.

Emblematico è il caso del Sebino, dove la differenza di concentrazione di microplastiche a monte e a valle del depuratore di Costa Volpino è dell'81%.

Per quanto riguarda il beach litter, sono 924 i rifiuti in media raccolti da Legambiente nelle due spiagge monitorate a Iseo (in un'area di 35 mq) e Pisogne (350 mq). Tra i numerosi materiali raccolti, circa il 32% sono cicche di sigarette, il 21% frammenti di plastica (con diametro tra 2,5 cm a 50 cm) e il 13% cotton fioc.

Diverse le novità della Goletta dei Laghi quest'anno, tra cui l'analisi della presenza di microplastiche fino a 70 metri di profondità, e la ricerca di comunità microbiche sulle microplastiche rinvenute – la cosiddetta plastisfera, potenziale veicolo di elementi patogeni dannosi per l'ecosistema e per l'uomo – grazie alla collaborazione con l'Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche (Irsa-Cnr).

Purtroppo non sono solo la qualità delle acque, la concentrazione di microplastiche e il beach litter a destare preoccupazione, ma anche la pressione che viene esercitata quotidianamente dalle attività turistiche e produttive: “Da tempo stiamo guardando con attenzione il delicato ecosistema lacustre, segnalando le anomalie – ha dichiarato nel corso della conferenza stampa Dario Balotta, presidente del circolo Legambiente Basso Sebino – per quanto riguarda i trasporti, al Sebino servirebbe un sistema di navigazione più moderno e meno inquinante e un aumento delle corse durante tutto l'anno. Utile infine ai fini turistici ma non solo, il completamento della pista ciclabile lacuale”.

Per l'edizione 2019 partner della Goletta dei Laghi sono il CONOU (Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati) e l'azienda chimica Novamont.

Da oltre 35 anni il CONOU è il punto di riferimento italiano per la raccolta e l'avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L'olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l'ambiente che, se smaltito indiscriminatamente, può determinare gravi effetti inquinanti. Negli anni di attività il CONOU ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio usato, avviandone a rigenerazione 5,3 milioni e consentendo la produzione di 3 milioni di tonnellate di olio rigenerato e un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro, ponendo così l’Italia in vetta al settore a livello europeo.

Novamont è un'azienda che porta avanti l’ambizioso progetto di integrare chimica, ambiente e agricoltura. Prodotto di punta di Novamont è il Mater-Bi, la versatile e innovativa bioplastica con cui si realizzano soluzioni biodegradabili e compostabili che si incontrano nella vita di tutti i giorni.

 

Dopo la tappa sul Sebino, la Goletta dei Laghi si dirigerà verso il Lago di Como, seconda tappa del tour 2019.

 

 

 

30 giugno 2019

Nota Stampa Castro (Bg) | 29 giugno 2019 Il laboratorio mobile per il monitoraggio scientifico sul lungolago di Castro

 

La Goletta dei Laghi sbarca sul Lago d'Iseo dal 29 giugno al 2 luglio

Prima tappa della campagna di Legambiente a difesa dei laghi italiani

 

Foto e video scaricabili qui

È partita ufficialmente il 29 giugno sul Lago d'Iseo, in Lombardia, la quattordicesima edizione della Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente realizzata in collaborazione con il CONOU (Consorzio per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont, azienda chimica che promuove un progetto di integrazione tra chimica, ambiente e agricoltura.

Ogni anno la Goletta dei Laghi attraversa l'Italia per monitorare la qualità delle acque, degli ecosistemi e dei territori lacustri. L'equipaggio sarà operativo per i campionamenti sulle acque e sulle spiagge dell'Iseo dal 29 giugno al 2 luglio. Due gli appuntamenti dedicati alla stampa: lunedì 1 luglio, alle ore 10, sarà allestito un press point a Castro, in occasione di un'attività di monitoraggio sul lake litter, i rifiuti sulle spiagge lacustri.

Il giorno dopo, martedì 2 luglio alle ore 11, presso gli stand di Festambiente sui Laghi a Castro, avrà luogo la conferenza stampa di presentazione dei dati sul monitoraggio microbiologico effettuato in questi giorni dai tecnici della Goletta su diversi punti del Sebino.

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Il programma della tappa sul Lago d'Iseo

29 giugno – 2 luglio 2019

Goletta dei Laghi 2019

29 giugno, ore 11 | Spiaggia pubblica di Iseo

Inaugurazione della tappa sul Lago d'Iseo e beach litter

1 luglio, ore 10 | Castro

Monitoraggio lake litters

Press point per la stampa

2 luglio, ore 11 | Castro

Conferenza stampa di presentazione dei dati sul monitoraggio microbiologico

Il laboratorio mobile sarà fermo dal 29 giugno fino alla mattina del 2 luglio sul piazzale antistante Festambiente Laghi Alto Sebino

Roma, 29 giugno 2019                                                                     Comunicato stampa

Parte oggi la Goletta dei Laghi di Legambiente

Cattiva depurazione, microplastiche e siccità tra i principali problemi delle acque interne

 

Ecco tutti i dati inediti del monitoraggio 2018

Anche nel 2018 riscontrate particelle in 7 dei 9 laghi monitorati

Sulle sponde i macro-rifiuti sono per il 76% plastica, il 10% vetro, il 5% metallo e il 5% carta

 

Le novità della campagna 2019:

ricerca di microplastiche in profondità, analisi della plastisfera e monitoraggio del fiume Isonzo

È partita questa mattina la Goletta dei laghi di Legambiente, che ogni estate monitora la salute dei bacini lacustri italiani e dei loro ecosistemi. Con questa edizione, realizzata con il contributo di Conou e Novamont, prendono il via anche tre novità: l’analisi della presenza di microplastiche fino a 70 metri di profondità grazie alla collaborazione con ENEA, la ricerca di comunità microbiche sulle microplastiche rinvenute - la cosiddetta plastisfera, potenziale veicolo di elementi patogeni dannosi per l'ecosistema e per l'uomo - grazie alla collaborazione con l’Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRSA-Cnr) e il primo monitoraggio di un fiume alla ricerca delle microplastiche, l’Isonzo in Friuli Venezia Giulia e nel suo tratto sloveno dove il suo nome è Soça.

La Goletta dei laghi, come è solita fare da un decennio, rileverà le principali fonti di criticità per gli ecosistemi lacustri: gli scarichi non depurati e inquinanti, la cementificazione delle coste, la captazione delle acque, l’incuria e l’emergenza rifiuti, in particolare l’invasione della plastica, che non riguarda soltanto mari e oceani, ma anche fiumi e laghi, come purtroppo ben dimostrano i dati, presentati oggi, del monitoraggio delle microplastiche raccolte durante la scorsa edizione.

 

La Goletta dei Laghi, nel 2018, ha sottoposto a indagine il lago d’Orta in Piemonte, il Maggiore tra Lombardia e Piemonte, il lago di Como e l’Iseo in Lombardia, il lago di Garda tra Lombardia e Veneto e il lago di Cavazzo in Friuli-Venezia Giulia, il Trasimeno in Umbria, il lago di Bracciano e quello di Paola nel Lazio. Grazie alla collaborazione con ENEA, è stato avviato un lavoro di monitoraggio della presenza di microplastiche nelle acque dei laghi, nei sedimenti delle sponde e nei corsi d’acqua immissari ed emissari dei grandi laghi prealpini, in particolare, focalizzando l’attenzione sull’influenza degli impianti di trattamento delle acque reflue sulla quantità di microplastiche presenti.

Il lago Maggiore ha riportato la densità maggiore con oltre 100mila particelle per chilometro quadrato, il lago d’Orta quasi 63mila, il Garda una densità media di oltre 36mila particelle ogni chilometro quadrato, il Lario circa 28.500 e l’Iseo 11.500. Nei laghi dell’Italia centrale, sono state rilevate quasi 9.400 particelle per chilometro quadrato nelle acque del Trasimeno e 65.500 nel lago di Bracciano. Nei laghi di Cavazzo e di Paola è stato prelevato solo un campione e non sono state rilevate microparticelle di plastica, ma per escludere del tutto la contaminazione dei due specchi d’acqua l’indagine deve essere approfondita.

La maggiore concentrazione di microplastiche nei laghi è stata rilevata laddove insiste una possibile fonte puntuale come ad esempio scarichi. Un dato emerso anche dai monitoraggi effettuati nei corsi d’acqua immissari ed emissari dei grandi laghi, a monte e a valle degli impianti di depurazione. Alcuni campioni sono stati prelevati esattamente prima e dopo gli impianti di trattamento delle acque: nel fiume Oglio per l’Iseo in entrata e in uscita dal lago, nell’Adda per il Lago di Como, nel Sarca in entrata nella parte trentina e nel Mincio come emissario del lago di Garda. L’incremento di particelle rilevato è variabile, ma può arrivare anche al 100% quando nel campione preso prima del depuratore vi è assenza di microplastiche a differenza di quello preso dopo lo stesso impianto.

“Sempre di più i laghi italiani rappresentano un’importantissima risorsa naturale e ambientale in Italia, anche alla luce dei cambiamenti climatici e degli effetti sulle risorse idriche, ma sono ancora tante le criticità che rileviamo con la Goletta dei laghi - dichiara il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti -. Sul fronte della depurazione, soprattutto, la situazione fatica a migliorare, come ci ricorda anche l’ultimo deferimento alla Corte di Giustizia europea per il mancato adeguamento alle norme sui sistemi di trattamento delle acque di scarico: continuiamo, infatti, a scaricare in mare, nei laghi e nei fiumi circa il 25% delle acque di fognatura, non opportunamente depurate. Ma non solo. Con la prima indagine portata avanti da Legambiente sulle microplastiche nelle acque interne, dove, al contrario dell'ambiente marino costiero, i monitoraggi sono praticamente assenti, in questi anni abbiamo rilevato e denunciato anche quest'altro tipo di inquinamento. La nostra azione di citizen science continua quindi anche in questa edizione con l’obiettivo prioritario di individuare i problemi, approfondirne le cause e trovare le soluzioni da mettere in campo”.

“I monitoraggi delle acque superficiali lacustri eseguiti dal 2016 - dichiara Maria Sighicelli, ricercatrice ENEA - hanno evidenziato sia la vasta diffusione delle microplastiche sia la necessità di ottimizzare i protocolli di campionamento al fine di approfondire la conoscenza sul ruolo delle microplastiche negli ecosistemi lacustri”. “Pertanto - prosegue Loris Pietrelli, ricercatore ENEA - analizzare microplastiche e soprattutto microfibre anche nella colonna d’acqua, è particolarmente importante nei bacini utilizzati per l’approvvigionamento di acqua potabile come nel Lago di Bracciano al quale si aggiunge il problema della siccità”.

Per la prima volta, nel 2018 la Goletta dei Laghi ha effettuato, inoltre, campionamenti di macro rifiuti e microplastiche sulle sponde lacustri.

La ricerca di macro rifiuti (sono considerati tali quelli maggiori di 2,5 cm) è stata effettuata con campionamenti su 20 arenili dei laghi Iseo, Maggiore, Como, Garda e Trasimeno. La media rilevata è di 2,5 rifiuti ogni metro quadrato di spiaggia, per un totale di 2183 rifiuti censiti. Il 76% degli oggetti rinvenuti sono in plastica, il 10% in vetro, il 5% in metallo e un altro 5% in carta o cartone. Seguono con percentuali inferiori gomma, tessili e legno. Derivano, in gran parte, dalla cattiva gestione dei rifiuti urbani, trasportati dal vento e dalle acque meteoriche, ma il 5% proviene dalla cattiva depurazione: bastoncini cotonati per la pulizia delle orecchie in polipropilene (al bando in Italia dal gennaio 2019), blister di medicinali, aghi da insulina, contenitori delle lenti a contatto, assorbenti, applicatori e altri oggetti del genere.

Su 150 categorie classificate, il 60% è rappresentato da 5 tipologie di rifiuti: i primis i mozziconi di sigaretta per il 29%, poi pezzi e frammenti di plastica per il 13%, bottiglie di vetro intere o in parti per il 7%, sacchetti di patatine e incarti di dolciumi per il 6% e cotton fioc per il 4%.

Le microplastiche campionate dai tecnici della Goletta dei Laghi nei sedimenti delle sponde e analizzate in laboratorio da ENEA sono, invece, quella porzione microscopica di plastica che sfugge alle pulizie per restare nell’ambiente di spiaggia e potenzialmente a portata delle acque del lago. Sul Garda sono state analizzati campioni provenienti da 6 spiagge distribuite geograficamente lungo tutte le sponde, la media rinvenuta è di 83 microplastiche ogni metro quadrato monitorato. Per l’Iseo la media tra le due spiagge monitorate è di 110 microplastiche ogni metro quadrato, sul Maggiore è pari a 150 microplastiche ogni metro quadrato (4 le spiagge monitorate) mentre il lago di Como presenta una media tra le tre spiagge considerate pari a oltre 1600 microplastiche per metro quadrato. Per il Trasimeno la media delle 5 spiagge monitorate è pari a 26 microplastiche ogni metro quadrato mentre il lago di Bracciano presenta 127 frammenti ogni metro quadro (11 le spiagge monitorate). Uno studio preliminare, che conferma, però, la presenza di microplastiche anche nei sedimenti delle sponde dei laghi italiani.

 

Dall'indagine delle microplastiche nei laghi, nasce il progetto europeo Blue Lakes, finanziato dall’Ue con il programma Life, finalizzato a supportare le amministrazioni locali nella lotta al lake litter, attraverso azioni integrate di monitoraggio, governance, informazione e sensibilizzazione. Il progetto, che partirà a settembre, è promosso da Legambiente in collaborazione con ENEA, Politecnico Marche, Arpa Umbria, Autorità bacino distretto Appennino centrale, Global Nature Fund, Lake Constance Foundation e Plastics Europe.

 

Tra le emergenze già citate, la mala depurazione ha già valso all’Italia quattro procedure di infrazione: due già sfociate in condanna, la terza in fase di deferimento alla Commissione europea e l’ultima in fase di messa in mora. La Commissione ritiene che 620 agglomerati in 16 regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta e Veneto) violino le norme europee sugli obblighi di raccolta o trattamento delle acque reflue urbane, da oltre 13 anni, e con notevoli rischi per l’ambiente e la salute umana in un gran numero di agglomerati.

La siccità è un altro pesante fardello per i laghi, su cui pesano sia il cambiamento climatico che gli impatti delle esigenze antropiche. Infatti, precipitazioni scarse e temperature alte favoriscono l’evapotraspirazione, incidendo sulle riserve idriche superficiali e di falda che non possono ricaricarsi; e anche per i laghi è prioritario definire un piano di adeguamento ai cambiamenti climatici, che tenga conto di tutte le ripercussioni sulle acque, sulle infrastrutture e sul sistema territoriale. Inoltre, l’indice di sfruttamento idrico (WEI) in Italia è fra i più elevati d’Europa, superiore a quello della media OCSE, una situazione definita di stress medio-alto secondo le elaborazioni della Direzione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno sui dati dell’Agenzia europea dell’Ambiente.

Anche per l’edizione 2019 il CONOU, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, affianca, in qualità di partner principale, le campagne estive di Goletta Verde e di Goletta dei Laghi di Legambiente. Da oltre 35 anni il Consorzio è il punto di riferimento italiano per la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L’olio usato - che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli - è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che, se smaltito indiscriminatamente, può determinare gravi effetti inquinanti. Altresì, se gestito e rigenerato secondo la prassi corretta, diviene una risorsa preziosa che torna a nuova vita sotto forma di basi lubrificanti; un esempio corretto di economia circolare. Negli anni di attività il CONOU ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio usato, avviandone a rigenerazione 5,3 milioni e consentendo la produzione di 3 milioni di tonnellate di olio rigenerato e un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro, ponendo così l’Italia in vetta al settore a livello europeo. “La nostra è una missione precisa: salvaguardare l’ambiente da un inquinante pericoloso, ottimizzandone la gestione e i costi relativi in una ottica di massimo riutilizzo – ha spiegato il presidente del CONOU, Paolo Tomasi – Il nostro operato in difesa dell’ambiente, del mare e dei laghi in particolare, oltre ad evitare una potenziale dispersione di un rifiuto pericoloso, lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.

Le tappe di Goletta dei laghi 2019   

29 giugno – 2 luglio Sebino (Lago d’Iseo)

3-6 luglio Lario (Lago di Como)

7-11 luglio Verbano (Lago Maggiore), Ceresio e Orta

12-14 luglio Benaco (Lago di Garda)
15 luglio Lago Santa Croce

16 – 18 luglio Fiume Isonzo (tappa speciale)

20-22 luglio Lago Trasimeno

23 luglio Lago Piediluco

24-25 luglio Laghi pontini

26-29 luglio Laghi laziali

31 luglio Lago Matese

1 agosto Lago Arcichiaro

3-4 agosto Lago di Varano

 

foto monitoraggi

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